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    1 aprile 2025 - Alessandro Marescotti
Sono morti ebrei e comunisti e omosessuali e zingari...

E uno zingaro non muore di meno

Ricordiamoci anche di loro, nel giorno della memoria...
NOVANTAMILA, circa, gli zingari uccisi nei territori del Reich, nell'Europa
occupata dai tedeschi e in quella orientale; impossibile, pero', avere un
numero preciso...
25 gennaio 2006

Ogni numero indica comunque, e per tutti e per sempre, una vita stroncata...
Ogni numero indica un odio inconcepibile...
Ogni numero indica anche sofferenza e ingiustificati sensi di colpa. Negli
zingari (rom e sinti) infatti, la consapevolezza di essere sopravvissuti ad
altri componenti della famiglia innesca atroci sensi di colpa...

I criteri per inserire gli esseri umani nella categoria "zingari" variavano
da paese a paese; l'odio per il diverso ero sempre lo stesso, invece!

A quei tempi, per quanto io non riesca a capirne le ragioni, gli zingari
piu' a rischio erano quelli che vivevano nell'Europa orientale, a casa loro
dunque! E i piu' in pericolo in assoluto, i rom croati; infatti in Croazia e
in Romania furono uccisi circa quarantamila zingari...

In Crinea le SS fucilarono tra i 2000 e i 2400 zingari.
In Lettonia su 3800 zingari ne furono uccisi fra i 1500 e i 2500: e anche in
Lituania la percentuale dei nomadi uccisi e' stata altissima; i dati, sono
sempre meno precisi parlando di Russia e Bielorussia e Ucraina.

In Serbia 1200 circa e in Polonia 8000.

In Ungheria 1000 rom uccisi subito ed altri (27.000) di diverse nazionalita'
uccisi successivamente nei campi di concentramento tedeschi.

Ogni numero indica comunque, e per tutti e per sempre, una vita stroncata...
Ogni numero indica un odio inconcepibile...
Ogni numero indica anche sofferenza e ingiustificati sensi di colpa.

Ricordiamoci anche degli zingari nel giorno della memoria!

Se gli ebrei hanno avuto uno Stato; i comunisti la possibilita' di dire la
loro in un parlamento democratico, gli omosessuali quella di sposarsi, che
possibilita' e' stata data agli zingari a distanza di sessant'anni?

Nessuno piu' li chiude in campi di sterminio, o li fucila, e' vero, ma il
loro mondo e' guardato ancora dai piu' con dubbioso sospetto...

Ricordiamoci anche di loro e non solo nel giorno della memoria.
Ricordiamoci di loro, almeno nel loro giorno di festa: http://italy.peacelink.org/migranti/articles/art_11135.html

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