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Testimonianza

Vincitori e vinti dopo la battaglia. La popolazione incredula: e adesso?

16 giugno 2007
Meri Calvelli (Cooperante)
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Ieri mattina, dopo una nottata di silenzio e buio totale, per la mancanza di elettricità che è durata tutta la giornata di giovedì, la situazione al risveglio dopo la grande battaglia, mi dava una strana sensazione.
La battaglia dei «6 giorni», tanto è durata, per prendere il potere militare qui nella Striscia di Gaza da parte di Hamas. Come se niente fosse successo, si ricominciavano a sentire i rumori dei claxon, le urla dei bambini.
Tolti alcuni blocchi, che fermavano la circolazione, tornavano a passare le macchine; quelle che prima usava la ANP , le macchine della Sicurezza, adesso con la bandierina verde, sfrecciavano in nome di Allah.
Radio Shabab che la mattina usavo ascoltare, con le dolci note di Fayruz, sparita. I redattori mi hanno raccontato l'assalto e la distruzione.
Le jeep dei mascherati in armi, passano sparando in segno di vittoria. Decine di camion e di macchine facevano avanti e indietro su questa strada verso il palazzo del presidente Abu Mazen piene zeppe di cose che vengono portate via.
Macchine dell'Anp, caricate su rimorchi, moto, tappeti mobili e piante. Si può dire che era stato dato avvio al saccheggio. Stesse scene, stesse dinamiche che abbiamo purtroppo visto in altre situazioni.
A mezzogiorno era attesa la preghiera del venerdi, proprio dentro questo palazzo nell'ufficio di Abu Mazen.
Qui sotto la mia casa, sono venuti i mascherati in armi a prendersi le macchine dell'Anp che utilizzava un rappresntante dell'Olp. Così facevano un po' ovunque.
Dalle notizie che raccolgo, molte abitazioni, sia dei dirigenti, che delle famiglie del Fatah, sono state saccheggiate e distrutte. In queste ore inoltre si ha notizia delle perquisizioni casa per casa per arrestare i dirigenti militari che ancora si trovano nella Striscia. Per loro, si dice, che verranno processati velocemente e se ritenuti colpevoli verranno uccisi, diversamente amnistiati. Non era previsto nessun arresto. Non era una bella scena, così come non è bello sentire le dichiarazioni che deve essere cancellata ogni ogni traccia «dell'infedele».
Ma queste forse, sono solo le prime reazioni alla «vittoria» militare.
Dall'altra parte, quella più politica le dichiarazioni si soffermano sulla necessità di organizzare, ora, la vita della nuova Gaza. Sono stati richiamati polizia e militari che dovranno già da oggi riprendere normale servizio, perché é importante mantenere l'ordine pubblico. I dirigenti chiaramente saranno diversi e, dicono, «puliti».
Sulla presenza internazionale nella zona, c'é uno speciale invito e appello alle organizzazioni umanitarie, a rimanere e ad operare per la popolazione, cosi bisognosa di aiuto. Inoltre ieri è stata convocata una conferenza stampa per dire che Hamas chiede e si darà da fare per la liberazione dell'ostaggio Alan Johnston, giornalista della Bbc, da due mesi nelle mani di una famiglia di Gaza che lo ha rapito.
Certo è che il sapore immediato di questo cambiamento è quello di colpo di stato. Per il momento la Palestina rimane divisa, adesso anche politicamente, e anche la popolazione, appare incredula di ciò che sta accadendo. «Gaza non sarà più come prima», dicono in molti. E che ne sarà di tutto il resto?

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Si finisce sempre per assomigliare ai propri nemici

Jorge Luis Borges - scrittore argentino

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