Ancora dall’Iraq, da Kirkuk... ‘Buona notizia !’

10 ottobre 2006 - Renato Sacco
Nuova pagina 1

Mentre dall’Iraq continuano ad arrivare ogni giorno notizie tragiche di uccisioni, distruzioni e rapimenti, nella serata di lunedì 9 ottobre mi è arrivata questa mail dall’amico, Vescovo di Kirkuk, Luis Sako:

“Ciao Abuna (che vuol dire padre) ho appena terminato una cena che ho voluto offrire a 100 persone della città di Kirkuk, in maggioranza musulmani. Voglio condividere con te questo momento di fraternità, e avrei voluto che tu, e don Fabio, foste fra noi. Ti mando quello che ho detto come saluto ai presenti (ci sono errori di lingua… traduci tu) Ciao.”

A questo messaggio è seguita una telefonata, in cui il Vescovo Sako comunicava la sua gioia dopo questa bella serata. Va ricordato che Luis Sako, anche quando era parroco a Mosul si era sempre impegnato per il dialogo e la condivisione… sia nella riflessione teologica, sia nella solidarietà accanto ai poveri, come anche nel proporre momenti di condivisione fraterna, come questa cena. Molti i musulmani presenti alla sua ordinazione episcopale, a Mosul il 14 novembre 2003. Nella telefonata esprimeva la sua fatica ma anche la speranza di poter rimettere in cammino un dialogo e una convivenza fra tutti, fra cristiani, fra sciiti e sanniti, ecc..

Ecco il testo inviato:

A Kirkuk una cena per i capi Musulmani in occasione del ramadan. Presenti il sindaco, i membri del consiglio municipale, tanti Iamam e Mollah, anche il clero cristiano della città, tutti insieme 100 invitati.

“Vi saluto cordialmente questa sera di ramadan con un saluto profondo che esce della stessa fede in Dio creatore e padre.

Noi cristiani e musulmani ci confrontiamo con grandi sfide di disordine di valori religiosi e morali.. conflitti e guerre. Non basta condannare, bisogna reagire insieme in modo positivo per costruire una società migliore in cui domina la giustizia, il rispetto reciproco per la dignità della persona umana. Altrimenti perderemo tutto. Bisogna collaborare insieme per cambiare il cuore dell’uomo e seminare in esso i valori del autenticità, fedeltà, onestà e bene comune. Una reazione di vendetta, violenza e estremismo rovina tutto e semina la cultura della morte. Con il dialogo e la buona volontà, e con un cuore aperto e tollerante e una mano aperta per l’amicizia e la solidarietà, capace di cambiare il mondo. Perciò bisogna essere attenti e diffidare di coloro che vogliono sfruttare la religione per una politica bassa e fare uscire la religione della sua missione nobile!

 La nostra relazione non e nata oggi ma dura da 14 secoli. È  una relazione basata sulla fede in un solo Dio ma anche nella stessa madre umanità in cui siamo fratelli e abbiamo lo stesso destino. Questa cena fraterna di ramadan è un’agape, un termine cristiano che si può tradurre con solidarietà, armonia, tolleranza e il pluralismo in Kirkuk. Spero che ormai diventi una tradizione da ripetere ogni anno. Qui a Kirkuk e altre città faranno lo stesso, per consolidare la convivenza. Buon ramadan a tutti.”

 

Luis Sako, arcivescovo Caldeo di Kirkuk, 9 ottobre 2006

 

Ultimo numero

Rigenerare l'abitare
MARZO 2020

Rigenerare l'abitare

Dal Mediterraneo, luogo di incontro
tra Chiese e paesi perché
il nostro mare sia un cortile di pace,
all'Economia, focus di un dossier,
realizzato in collaborazione
con la Fondazione finanza etica.
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.7.15