Storia di un embargo
E aumentano violazioni, traffici illeciti e l’inefficienza di quello che potrebbe essere un ottimo strumento di prevenzione.
Secondo il Sipri, l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma, solamente 8 dei 57 conflitti che si sono svolti nel mondo tra il 1990 e il 2001 hanno visto le Nazioni Unite decidere l’embargo sulle forniture di armi nei confronti dei belligeranti. Ma anche quando l’ONU si è mossa, il risultato è stato deludente. Parte da questo dato preoccupante il rapporto elaborato nei mesi scorsi da Controlarms, la Campagna promossa da Amnesty International, Oxfam e Iansa (la rete d’azione internazionale sulle armi
Per esempio, l’impresa serba Temex ha fornito circa 210 tonnellate di armi alla Liberia a metà del 2002. Le Nazioni Unite hanno accertato sei voli tra il 1 giugno e il 31 agosto 2002, con un carico approssimativo di 5 milioni di munizioni, 5160 fucili d’assalto, pistole e mitragliatori, 4500 bombe a mano, 6500 mine, 350 lancia-missili. I proiettili trasportati in questi cargo potrebbero da soli uccidere l’intera popolazione della Liberia: 5 milioni di munizioni sono praticamente sufficienti per provvedere per un anno a 10.000 soldati.
Cosa
è
L’embargo è di norma uno strumento che viene imposto tardivamente e i vari Comitati delle Sanzioni delle Nazioni Unite, cui è affidata la supervisione, dipendono in gran parte dagli Stati membri per il loro controllo e applicazione. Di conseguenza, l’embargo può essere uno strumento efficace per la prevenzione del traffico illecito delle armi solo in presenza di una rigida serie di controlli a livello nazionale dei trasferimenti di armi. Controlli, ovviamente, irrimediabilmente inadeguati. Inoltre, i Comitati delle Sanzioni del Consiglio di Sicurezza dipendono dalle missioni d’inchiesta e di peacekeeping dell’ONU che possono accertare le violazioni dell’embargo, ma questi organismi spesso non hanno né risorse né tempo per approfondire questo aspetto. Al momento l’ONU ha decretato l’embargo territoriale giuridicamente vincolante verso la Costa d’Avorio, la Liberia e la Somalia. Il trasferimento di armi verso attori non statali (ribelli e loro dirigenti) della Repubblica Democratica del Congo, della Liberia, della Sierra Leone e del Sudan sono vietati a tutti gli Stati della comunità internazionale, così come lo sono quelli destinati ad AlQaida e ai suoi associati. Negli ultimi dieci anni, embarghi sono stati decisi nei confronti delle forze ribelli dell’Angola (dal 1999 al 2002), dell’Etiopia ed Eritrea (dal 2000 al 2001), dell’Iraq (dal 1999 al 2003), della Libia (dal 1992 al 2003) e dell’ex-Jugoslavia (dal 1991 al 1996 e di nuovo dal 1998 al 2001). Non uno di questi embarghi, tuttavia, è riuscito a stoppare le consegne di armi; a volte hanno reso l’acquisizione di armi più onerose o più complicate dal punto di vista logistico. Il risultato è la violazione persistente e sistematica dell’embargo. Negozianti in armi, mediatori, finanzieri, trafficanti sono gli attori delle violazioni agli embarghi. Ma
Nel 1993, l’OSCE ha imposto un embargo politicamente vincolante all’Armenia e all’Azerbaijan, volto a “tutte le forniture di armi e di munizioni alle forze impegnate negli scontri in corso nella regione del Nagorno-Karabakh”. Nonostante siano un’importante espressione di volontà politica, tuttavia questi embarghi non possiedono lo stesso peso di quelli decretati dalle Nazioni Unite, poiché essi hanno di per sé una portata regionale e possono essere sabotati dai paesi al di fuori di accordi che non sottoscrivono forse le stesse opinioni politiche. Per saperne di più sui “Comitati delle sanzioni” stabiliti dal Consiglio delle Nazioni Unite dell’ONU (degli 11 attualmente attivi, ma anche dei 6 non più attivi) si può visitare il sito:
http://www.un.org/Docs/sc/committees/INTRO.htm
Quando
si applica
Generalmente l’embargo di armi viene decretato dalle Nazioni Unite allorquando in un Paese la situazione umanitaria e dei diritti umani raggiunge un punto critico, ma la decisione implica la posizione commerciale, politica e strategica che i membri del Consiglio di Sicurezza, soprattutto i “grandi”, hanno nei confronti del Paese o della situazione al quale applicare l’embargo. Da ciò si comprende come una tale misura abbia scarse possibilità di risultare efficace. A ciò si aggiunge il fatto che benché l’embargo dell’ONU sia giuridicamente vincolante in virtù della carta delle Nazioni Unite, la legislazione nazionale in molti Stati non riconosce le violazioni all’embargo sulle armi come un
Ebbene, nell’agosto 2000 Minin è stato arrestato in Italia e nel giugno 2001 è stato accusato di traffico d’armi e di possesso illegale di diamanti. I documenti di cui era in possesso provavano ulteriori traffici di armi destinate alla Liberia. Alla fine del 2002 il “nostro” viene rilasciato per impossibilità a procedere, in quanto le armi non erano transitate dal nostro Paese, pur in presenza della violazione di un embargo decretato dall’ONU.