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    2 aprile 2025 - Redazione PeaceLink
Tolti tutti i riferimenti a Silvio Berlusconi

Ue: in Italia pressioni del governo sui media

Ppe e An non votano il testo sui «rischi di violazione nell'Ue e in particolare in Italia della libertà di informazione»
22 aprile 2004
Redazione
Fonte: Corriere della Sera
STRASBURGO - Il Parlamento europeo con 237 voti favorevoli, 24 no e 14 astenuti ha approvato la relazione sugli organi d'informazione in Europa e in particolare in Italia. Al voto non hanno partecipato gli eurodeputati del Partito popolare europeo (Ppe) e dell'Uem (del quale fanno parte quelli di Alleanza nazionale). Il testo del rapporto sui «rischi di violazione, nell'Ue e in particolare in Italia, della libertà di espressione e informazione» è stato votato per paragrafi e dal testo sono stati tolti tutti i riferimenti nominali, così come indicato dal presidente dell'Europarlamento Pat Cox. Nella relazione si chiama in causa la situazione in Italia e il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi, che però non viene mai nominato esplicitamente.
Il capo del Ppe, Hans Pöttering, ha spiegato che il suo gruppo ha deciso di non partecipare al voto per protestare contro la «decisione di Cox di non ammettere gli emendamenti presentati.
Per quanto riguarda l'Italia, il documento approvato denuncia «i ripetuti atti di censura, ingerenze e pressioni del governo italiano» e invita il Parlamento italiano a «risolvere realmente il conflitto d'interesse del presidente del Consiglio». Il documento parla anche delle «pressioni del governo spagnolo» dell'ex premier Aznar «sulla rete pubblica Tve per le deformazioni e le clamorose manipolazioni» dopo gli attentati di Madrid dell'11 marzo.
Note: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2004/04_Aprile/22/europarlamento.shtml

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Ai Parlamentari della Repubblica. Noi cittadini e cittadine vi scriviamo con profonda preoccupazione per la crescente pressione a incrementare le spese militari, una scelta che riteniamo dannosa per il nostro futuro. La presidente della Commissione Europea ha presentato un piano di riarmo da 800 miliardi di euro (ReArm Europe) contro la Russia, dichiarando: "Dobbiamo urgentemente riarmare l'Europa". Ogni aumento delle spese militari aggiunge nuovo debito pubblico sulle spalle delle future generazioni e sottrae risorse essenziali a settori chiave come la sanità, l’istruzione, l'ambiente, la ricerca e il welfare. Firmiamo per chiedervi di dire NO a questo disastroso piano di riarmo. (CLICCA QUI PER FIRMARE)

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