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La crisi del Reality

Il Trattato internazionale sul commercio di armi
25 ottobre 2006
Mauro Biani


Ci risiamo. Si va per assonanze, dissonanze, indignazioni da far venire l'ulcera. Nel giorno dello sciopero dei giornalisti, accendiamo la tv in seconda serata, ecco Porta a Porta. Non siamo qui per parlare male del longevo programma (sticazzi) ma per segnalare l'ennesima scelta informativa (?). Parata delle migliori menti della creatività tv: guru-Gori, l'intelligente-Ventura, famosissime-soubrette-reduci-isole-dei-famosi, un prete (tanto per sospirare alle verità dello spirito, li chiamano per quello, funzionali al oh-grazie-molto-ma-tu-si-che-sei-bravo-sei-un-prete), Gilletti (il nulla), Parietti (meno peggio del solito, la sconfitta fa bene ai neuroni) Klaus Davi... ok, basta con le parolacce.

Il fatto è che si parla della crisi del reality, infarcendo il tutto con il caso: la bestemmia di Ceccherini (ormai assurto a paladino della libertà dell’occidente, novello Benigni - omiodio -, o paternalisticamente redarguito dalla stanca ipocrisia a fiumi). Vi ometto per pietà di chi legge, stralci delle disquisizioni. Solo alcune Top ten sempreverdi dall’intellighenzia televisiva:

  • "la gente è cogliona perchè ci vede o ci vede perchè è cogliona?";
  • "ma dai la ggente se vuole cambia canale, è intelliggente le gggente, di più di quello che pensiamo";
  • "La libertà, la ggente è libera di cambiare c’ha il Telecomando libbero".
Amiconi telegenici, molta "ggente" crede che questa sia l'unica tv possibile, come crede che l'informazione che ha per il 90% e nei massimi orari di ascolto, sia l’unica possibile, quella che ci fa credere di conoscere il mondo e l'umanità. Come dargli torto? Ed appunto ecco l'altra notizia, quella che oggi non trovate da Porta a Porta, ma probabilmente nemmeno sul Corsera, su Repubblica, etc... Si da il caso che domani sera (proprio mentre empiricamente proveremo le professionali disquisizioni sulla genesi, vita e decesso del caro estinto "reality", vedendo l’isola dei famosissimi), in una carbonara riunione di una sconosciuta associazione (l'Onu) si discuterà e si voterà una risoluzione per avviare i lavori per un Trattato internazionale sul commercio di armi.

La risoluzione ha raggiunto intanto il sostegno di oltre 100 governi, tra cui quello italiano. (...) È fondamentale che la delegazione italiana sia fisicamente presente alla sessione del Comitato di mercoledi 25 e incoraggi le altre delegazioni ad assicurare la propria presenza - segnala una nota della Campagna Control Arms - Nella lista dei 100 paesi sponsor della risoluzione tre dei sei principali esportatori globali di armi (Francia, Germania e Regno Unito), alcuni paesi il cui export di armi è in forte sviluppo (Brasile, Bulgaria e Ucraina) e molti paesi devastati dalla violenza delle armi (tra cui Colombia, Haiti, Liberia, Ruanda e Timor Est): ma peserà sul voto l'influenza e l'opposizione di Usa, Cina e Russia che nel luglio scorso ha portato al fallimento la Conferenza mondiale dell'Onu sulle armi leggere.

Qui trovate tutta la notizia. Chissà, forse domani tra un blocco pubblicitario e l'altro, nelle edizioni della notte, sarà tra le brevi. Provare una ricerca, per credere.

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