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    L'arcivescovo di Manfredonia - Vieste - San Giovanni Rotondo mons. Franco Moscone denuncia il riarmo
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Media del terzo settore: Appello di Marsiglia

8 maggio 2006

MEDIA DEL TERZO SETTORE
APPELLO DI MARSIGLIA
8 maggio 2006

Gli « Incontri di Marsiglia dei media associativi ed indipendenti » hanno riunito circa 150 media francesi, dal 5 all'8 maggio 2006, in presenza di una ventina di rappresentanti dei media europei ed internazionali della stessa natura, che si sviluppano nel mondo intero, e dei rappresentanti degli « Incontri di Grenoble dei media alternativi della regione Rhône-Alpes » (22 avril 2006).
Gli « Incontri di Marsiglia» hanno permesso di formulare le seguenti constatazioni : affianco ai settori privato e pubblico, esiste un vasto terzo settore dei media costituito da una moltitudine di media non allineati, a scopo non lucrativo, indipendenti dai poteri pubblici, dalle potenze finanziarie, dai partiti politici e dalle confessioni religiose.
Siano essi nell'universo della radio, della televisione, di internet o della stampa, i Media del Terzo settore sono portatori della stessa esigenza di libertà di espressione, di informazione e di creazione. Associativi, cooperativi o mutualisti, si definiscono secondo i casi come dei media democratici, alternativi, partecipativi, liberi, solidali e/o civici. La diversità assunta dai loro obiettivi, dai loro contenuti, dal loro funzionamento, dal loro modo e dalla loro zona di diffusione, dal loro approccio locale e dalla prossimità in risonanza con il livello planetario, e del loro rapporto con il proprio pubblico, evidenzia la ricchezza stessa di questo terzo settore dei media.

I MEDIA DEL TERZO SETTORE: ATTORI ESSENZIALI DELLA VITA DEMOCRATICA
I Media del Terzo settore sono degli strumenti insostituibili al servizio della democrazia partecipativa, della solidarietà sociale e territoriale, e del confronto di idee. Rivendicano il diritto dei cittadini all'informazione, alla cultura, alla libera espressione ed alla critica. Sono un antidoto necessario al pensiero dominante imposto dai grandi media, alla formattazione delle identità e degli spiriti, alla mercificazione dell'informazione e della cultura. Di fronte alla concentrazione dei media nelle mani di qualche gruppo finanziario, essi iscrivono il loro impegno nel processo più largo degli “ Stati generali per un'informazione e dei media pluralisti ». Contribuiscono così alla trasformazione dell'insieme del paesaggio mediatico, tramite un'appropriazione democratica del suo futuro. E proclamano, come molti altri, che l'informazione e la cultura devono ridiventare dei beni pubblici, passando soprattutto dalla rifondazione del servizio pubblico.

PRINCIPALI ELEMENTI DELLA CARTA DEI MEDIA DEL TERZO SETTORE
I Media del Terzo Settore condividono gli stessi valori essenziali: sono indipendenti, laici, pluralisti, a scopo non lucrativo e rispettosi della deontologia del giornalismo, così come dei diritti dei creatori. Considerano che il loro pubblico è composto da cittadini attivi e non da consumatori passivi. La loro gestione è democratica e fondata su valori associativi. Sono aperti, partecipativi, costruttivi e trasparenti. Esplorano nuovi dispositivi al servizio dell'espressione popolare diretta. Favoriscono lo spirito critico contro tutte le forme di dominazione. Difendono e praticano l'uguaglianza dei diritti tra donne ed uomini. Sostengono la lotta contro tutte le forme di esclusione e di discriminazione. Sono attenti alla promozione delle identità culturali in tutta la loro diversità, dei diritti dell'essere umano e di tutto ciò che contribuisce ad un mondo più solidale, più giusto e più rispettoso dell'ambiente. Voltando le spalle a tutte le pratiche concorrenziali, aspirano a lavorare insieme, nella cooperazione e nella complementariétà, organizzandosi in reti trasversali per creare le sinergie e le solidarietà locali, regionali, nazionali europei e internazionali indispensabili.

PER LA CREAZIONE DI UN COORDINAMENTO DEI MEDIA DEL TERZO
I partecipanti agli « Incontri di Marsiglia dei media associativi ed indipendenti » lanciano un appello alla creazione di un « Coordinamento dei media del terzo settore ». Questo coordinamento permetterà di proseguire e allargare gli scambi, il dibattito e la battaglia comune affinché i media del terzo settore siano riconosciuti dai poteri pubblici e possano disporre del quadro giuridico, dei mezzi finanziari e degli spazi di diffusione necessari alla realizzazione delle loro missioni informative, sociali e culturali di pubblico interesse. I partecipanti agli Incontri di Marsiglia intendono operare per la creazione di questo coordinamento al momento della sessione nazionale degli Stati Generali per un'informazione e dei media pluralisti , nell'ottobre 2006, dopo che i media del terzo settore avranno preso conoscenza di questo appello, l'avranno discusso, emendato ed arricchito, e si saranno decisi in merito alla loro partecipazione. Tra l'altro, i partecipanti agli Incontri di Marsiglia s'impegnano a prendere contatto con le strutture di coordinamento simili esistenti in Europa e negli altri continenti, allo scopo di organizzare insieme le solidarietà, le resistenze e gli scambi tra i media del Terzo Settore esistenti o nascenti a livello internazionale. Infine, i partecipanti intendono interpellare i sindacati, le associazioni di educazione popolare e le organizzazioni politiche allo scopo di fare, della questione dei media, una sfida politica centrale.

.

SINTESI DELLE PRINCIPALI RIVENDICAZIONI DEI MEDIA DEL TERZO SETTORE

Insieme, i Media del Terzo Settore domandano :

1. Per tutti i Media del Terzo Settore :

  • Elaborazione democratica di una legge contro la concentrazione finanziaria ed industriale dei media.
  • Rappresentanza dei Media del Terzo Settore in tutte le istanze di regolamentazione, di concertazione e di gestione riguardanti i media.
  • Riforma del Consiglio Superiore dell'Audiovisivo (CSA), in particolare del modo di designazione dei suoi membri, perché diventi rappresentativo dell'insieme della società e sia al servizio del pluralismo.
  • Riconoscimento, protezione e garanzia d'esercizio dell'attività produttiva delle persone che contribuiscono alla vita dei media del terzo settore.
  • Attribuzione ai Media del Terzo Settore di una parte equa dei budget delle campagne di comunicazione d'interesse collettivo e d'interesse generale.

2. Per le radio associative :

  • Rafforzamento dei Fondi a sostegno dell'espressione radiofonica (FSER): rappresentanti eletti, percentuale senza limite al posto di una forchetta limitativa sulla tassa fiscale sulla pubblicità delle radio e delle televisioni che alimentano questi Fondi, pagamento delle sovvenzioni entro l'anno.
  • Aiuti specifici per il passaggio al digitale.
  • Protezione della quota minima delle frequenze associative (30% delle frequenze per il settore associativo).

3. Per le televisioni associative (riferimento all'Appello delle televisioni associative del 3 maggio 2006) :

  • Estensione alle televisioni associative del Fondo a sostegno alle radio associative (FSER) mediante un aumento del montante e dell'imponibile (grandi media e fuori media) della tassa sulla pubblicità che alimenta attualmente questo fondo, e mediante instaurazione di una tassa sull'utilizzo delle frequenze hertziane da parte degli operatori audiovisivi commerciali.
  • Obbligo di trasporto gratuito del segnale delle televisioni associative da parte dei distributori privati commerciali del cavo, del satellite, del digitale terrestre, dell'ADSL e delle telefonia mobile.
  • Delle offerte specifiche del CSA riservate alle televisioni associative indipendenti, perché sia loro attribuita una quota equa delle frequenze analogiche e digitali a livello locale, dipartimentale, regionale e nazionale.

4. Per la stampa e l'edizione indipendente e senza fini di lucro:

  • Sviluppo di aiuti specifici alla diffusione e revisione delle condizioni di accesso ai punti di vendita della stampa (NMPP, MLP).
  • Sollecitazione dei dispositivi pubblici di lettura (biblioteche, centri di documentazione…) a diversificare la loro offerta mediante l'attuazione di politiche di acquisto specifiche per l'edizione e la stampa indipendente, e creazione Centri pubblici dell'informazione e della creazione.
  • Estensione e rivalutazione degli aiuti pubblici alla stampa, perché essa possa beneficiare in maniera prioritaria della stampa scritta a scopo non lucrativo.

5. Per un internet solidale e non commerciale :

  • Ritiro della legge di fiducia nell'economia digitale (LCEN), che attenta alla vita privata e alla libertà d'espressione.
  • Rimessa in causa di tutti gli impedimenti alla libera circolazione dei contenuti su internet (soprattutto quelli introdotti dalla legge DADVSI e dall'inizio della regolamentazione di internet da parte del CSA ), nel vero rispetto dei diritti d'autore, dei creatori e dei giornalisti.
  • Promozione dell'utilizzo dei software liberi e dei formati aperti in opposizione ai formati protetti e aiuto specifico alla formazione all'uso di questi strumenti.

Nome del media :
Città :
CAP :
Tel :
Mail :

Inviare la firma a : appeldemarseille@etats-generaux-medias.org

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