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    1 aprile 2025 - Alessandro Marescotti
I 12 punti presentati dal governo sono un arretramento e uno schiaffo ai movimenti

Per i lavoratori e l'ambiente. Contro la guerra, la TAV e i rigassificatori

Finché sarò al Senato, io voterò ancora contro la guerra, perché il no alla guerra e il rapporto con il movimento operaio costituiscono la bussola del mio agire politico.
Franco Turigliatto (senatore allontanato da Rifondazione Comunista per aver votato contro la relazione di D'Alema sulla politica estera)
Fonte: www.lastampa.it - 03 marzo 2007

Cari compagni e compagne, amici e amiche, non prevedo un futuro agevole. I 12 punti presentati dal governo sono un arretramento e uno schiaffo ai movimenti e ai partiti della sinistra alternativa. Prevedo dunque una fase in cui andrà sviluppata un'opposizione sociale alle misure del governo Prodi, opposizione che dovrà avere anche ricadute parlamentari. Questa è la mia intenzione. Per dirla con una battuta, è possibile scegliersi il governo a cui fare opposizione, rendendo incomprimibili alcuni principi e alcuni vincoli per me essenziali: quelli con il movimento dei lavoratori, quelli con le comunità popolari in lotta contro la Tav, i rigassificatori, per la difesa dell'ambiente, quelli con il movimento pacifista che si è visto recentemente a Vicenza. Sono questi i vincoli che regolano la mia attività politica: non un'astratta coerenza ideale, ma un progetto che mi ha accompagnato per tutta la vita.

Negli ultimi 15 anni questi convincimenti hanno coinciso con quelli di Rifondazione comunista. Qualche giorno fa, però, il mio partito mi ha dichiarato «incompatibile» semplicemente perché sono rimasto fedele al programma storico del Prc. Non voglio discutere di una scelta che mi riguarda, ma posso dire una cosa. Ho costruito Rifondazione fin dalle fondamenta, l'ho difesa quando era sotto attacco, ho passato centinaia di ore davanti alle fabbriche torinesi e in giro per l'Italia a parlare con gli operai e le operaie. La minaccia di espulsione dal partito mi amareggia e mi delude. Ma è il frutto di un cambiamento di fondo delle priorità del Prc e della sua azione: alcune idealità superiori sono messe al servizio di un progetto politico contingente, compiendo un processo di snaturamento della sinistra che mi lascia interdetto. E soprattutto mettendo alla berlina una qualità fondante della politica - la coerenza tra coscienza e azione - la cui assenza è oggi alla base di quella «crisi» di cui si discute da oltre un decennio. Non è la prima volta nella storia che chi da sinistra si oppone alla guerra, chi dice no in Parlamento, contro tutto e tutti, sia accusato di essere affetto da uno «splendido isolamento», di essere «un'anima bella», «incapace di realismo», «irresponsabile»: queste accuse non fanno male a me, ma a un'esperienza in cui ho creduto e che oggi viene meno per responsabilità di chi ha deciso di piegarsi all'esistente.

Per tenere fede alle mie convinzioni è stato messo in discussione il vincolo che mi legava al partito e addirittura un governo si è dovuto dimettere. Non mi ritengo così importante e così essenziale. Forse tutto questo rappresenta la spia di contraddizioni che riguardano la sinistra nel suo insieme e il rapporto tra il governo e la sua gente. Un rapporto logorato, come dimostrano tutti i sondaggi e gli episodi di malcontento. Per parte mia... finché sarò al Senato, io voterò ancora contro la guerra, perché il no alla guerra e il rapporto con il movimento operaio costituiscono la bussola del mio agire politico. Permettetemi dunque di ringraziarvi per le parole che avete utilizzato nei miei confronti, spesso commoventi. Onestamente non credo nemmeno di meritarle, semplicemente perché in questo mondo sembra anormale quello che alle persone serie dovrebbe sembrare normale: agire secondo le proprie convinzioni. Se questo piccolo gesto sarà servito a riabilitare questa logica che ad alcuni sembra, con giudizio sprezzante, troppo «idealista», allora sarà stato utile. La mia strada è comunque questa e spero di continuare a percorrerla assieme a voi. Ancora grazie.

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Si dice: i mezzi in fin dei conti sono mezzi. Io dico: i mezzi in fin dei conti sono tutto.

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