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    1 aprile 2025 - Alessandro Marescotti

Che cos'è il sistema antimissile

Con un sistema antimissile affidabile gli Usa disporrebbero di un'arma non di difesa ma di offesa: sarebbero cioè in grado di lanciare un first strike
1 aprile 2007
Manlio Dinucci
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Che cosa sono e che funzione hanno i missili che gli Stati uniti vogliono installare in Europa, a cominciare da due paesi chiave dell'Europa orientale, Repubblica ceca e Polonia? Sono missili intercettori, la cui funzione è distruggere i missili balistici nemici una volta lanciati. Sul territorio statunitense, ne sono già stati installati 17 (14 in Alaska e 3 in California), che saliranno a 21 nel 2007 e a 30 nel 2008.
Essi fanno parte di uno «scudo a più strati» che, secondo il progetto, dovrebbe essere in grado in futuro di intercettare i missili balistici nemici sia nella fase di lancio che in quelle intermedia e terminale. Il sistema è però ancora lontano dall'essere affidabile, come dimostra il fallimento di diversi test.
Il «primo colpo»Ma se un giorno gli Stati uniti riuscissero a realizzare uno «scudo» anti-missili affidabile, essi disporrebbero di un sistema non di difesa ma di offesa: sarebbero infatti in grado di lanciare un first strike contro un paese dotato anch'esso di armi nucleari, fidando sulla capacità dello «scudo» di neutralizzare o attenuare gli effetti di una eventuale rappresaglia. Proprio per questo Usa e Urss avevano stipulato nel 1972 il Trattato Abm che proibiva tali sistemi, ma l'amministrazione Bush lo ha affossato nel 2002. Mentre lo «scudo» è ancora in fase sperimentale, il Pentagono lo vuole estendere all'Europa, installando i primi 10 missili intercettori in Polonia e una stazione radar nella Repubblica ceca. Altri missili, nei piani del Pentagono, dovrebbero essere installati ancora più a est in Ucraina e a sud in Italia.
Ufficialmente, l'installazione dei missili intercettori in Europa dovrebbe servire a proteggere gli Stati uniti e l'Europa stessa dai missili balistici della Corea del nord e dell'Iran. Nessuno di questi paesi, né un altro «stato canaglia», ha però oggi missili in grado di minacciare gli Stati uniti e l'Europa.
Se volessero colpire...Per di più la Corea del nord, se volesse colpire gli Stati uniti, lancerebbe i suoi missili non certo verso ovest al di sopra dell'Europa. E, se si volessero neutralizzare i missili iraniani (che non possono raggiungere gli Usa e l'Europa, né sono armati di testate nucleari), occorrebbe installare i missili intercettori in Turchia o altri paesi limitrofi.
Secondo Mosca, il piano statunitense di installare missili intercettori nell'Europa orientale mira ad acquisire un ulteriore vantaggio strategico sulla Russia. Questi missili, che hanno un raggio d'azione di 4mila km e possono raggiungere 1.500 km di altezza, non sarebbero però in grado, lanciati dalla Polonia, di intercettare i missili russi all'inizio della traiettoria e sarebbero poco efficaci anche nella fase intermedia. Ma al Pentagono pensano di installarne altri ancora più a est, in Ucraina. Contemporaneamente potrebbe essere aumentato il loro raggio d'azione: poiché i primi due stadi dei missili intercettori sono costituiti da quelli del missile balistico intercontinentale Minuteman II, basterebbe sostituirli con quelli del Minuteman III per accrescerne la gittata. Ma, anche una volta perfezionati, ne occorrerebbero centinaia o migliaia per neutralizzare i missili balistici russi. Il piano, dunque, non è realistico.
E' invece realistico il vantaggio che gli Usa possono acquisire installando in Europa stazioni radar, tipo quella che intendono collocare nella Repubblica ceca. Essa sarebbe la prima installazione di una rete di sofisticati centri di intelligence, attraverso cui il Pentagono potrebbe monitorare, più efficacemente di quanto è in grado di fare oggi, non solo il territorio russo ma l'intero territorio europeo.
Una posizione invidiabileNaturalmente l'Italia, per la sua posizione geografica, sarebbe inoltre particolarmente adatta per l'installazione sia di radar che di missili intercettori rivolti verso il Medio Oriente e il Nord Africa.
L'altro realistico vantaggio per Washington sarebbe quello di avere in mano un altro strumento per impedire che l'Unione europea possa un giorno rendersi militarmente autonoma dagli Stati uniti. L'intero sistema di stazioni radar e postazioni missilistiche in Europa dipenderebbe infatti dal Centro di comando, controllo, gestione della battaglia e comunicazioni, all'interno della catena di comando che fa capo al presidente degli Stati uniti d'America.

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A settant'anni dalle leggi razziali, l'Italia non ha ancora fatto i conti con le sue tragiche responsabilità (non ce ne siamo vergognati abbastanza).

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