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    La definizione ormai abusata di “servizi segreti deviati” non regge più alla luce di questa sentenza. I depistaggi furono un’azione consapevole, deliberata, volta a mantenere l’Italia all’interno dell’orbita atlantica e a garantire l’“ordine”, anche a costo di sacrificare vite innocenti.
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  • Sociale
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    L'anima in uno sguardo

    "Stregoneria: ogni anno nel mondo, ancora ai nostri giorni, vengono catturate, punite e anche uccise moltissime persone, soprattutto donne. Il libro è la storia di un "viaggio" in questi temi: raccoglie scritti e fotografie, ritratti di donne accusate di essere streghe in Burkina Faso e Ghana."
    2 aprile 2025 - Roberto Del Bianco
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    Dalle risposte emerge che tutti i modelli consultati (Grok, ChatGPT, Claude, Perplexity, Gemini, Le Chat, DeepSeek e Copilot) concordano sostanzialmente che PeaceLink non è una fonte filorussa, ma piuttosto un'organizzazione pacifista indipendente.
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    Presidente del comitato New Weapons Research Group (NWEG), ha analizzato l'impatto delle armi non convenzionali nelle guerre conflitti in Libano, Iraq e soprattutto nella Striscia di Gaza. Le sue ricerche hanno denunciato le conseguenze devastanti delle guerre sulla salute delle popolazioni civili.
    1 aprile 2025 - Alessandro Marescotti

Cancro, il telefonino non c'entra

Lo sostiene una corte d'appello americana che ribadisce quanto già deciso in primo grado in un caso che metteva sotto accusa i costruttori di cellulari. Un neurologo li accusava di avergli procurato un tumore
24 ottobre 2003
Punto Informatico

Roma - Ha accusato i produttori di telefoni cellulari di avergli causato un tumore dietro l'orecchio ma ora il neurologo americano sembra proprio costretto ad arrendersi. Una corte d'appello ha infatti confermato il giudizio già espresso in primo grado: nulla prova che vi sia una relazione tra la terribile patologia sviluppata dall'uomo e l'intenso uso che ha fatto di cellulari.

Nel 2000, Christopher J. Newman e la moglie avevano chiesto 800 milioni di dollari di danni a Motorola e Verizon, sostenendo che il tumore individuato dietro l'orecchio destro di Newman era stato causato dalle quasi 350 ore di utilizzo di un telefono mobile analogico tra il 1992 e il 1998.

Lo scorso ottobre il tribunale di primo grado aveva sentenziato l'insufficienza delle argomentazioni dell'accusa, incapace, secondo il parere dei giudici, di dimostrare una relazione credibile tra tumore e cellulare.

Va detto che a sostegno dell'accusa i Newman avevano fatto testimoniare l'oncologo svedese Lennart Hardell (qui in una vecchia immagine). Hardell ha presentato in tribunale i risultati di una sua ricerca secondo cui l'uso dei telefonini può aumentare il rischio di sviluppare un certo tipo di tumori benigni.

Il giudice di primo grado e quelli d'appello hanno ritenuto che la ricerca di Hardell non potesse essere applicata al tumore maligno sviluppato da Newman. Ed è questa la ragione della bocciatura delle tesi dell'accusa e non, come qualcuno potrebbe pensare, la dimostrazione dell'assoluta innocuità dei cellulari.

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Talvolta occorre scontrarsi più che incontrarsi, perché una patetica stretta di mano inneggiando all'amore universale e avendo cura di non toccare tasti delicati e argomenti scottanti non rimedia nulla e non è nemmeno onesta.

don Lorenzo Milani

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