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    1 aprile 2025 - Alessandro Marescotti

Serve una svolta per far ripartire l'economia reale

Da oggi a Marghera il V forum di Sbilanciamoci!
6 settembre 2007
Giulio Marcon (Sbilanciamoci)
Fonte: Liberazione (http://www.liberazione.it)

La politica economica e finanziaria dell'Italia ha bisogno di una svolta: questo è il messaggio che il V forum di Sbilanciamoci! -che da oggi si apre a Marghera- lancia al governo, al parlamento e alle forze politiche del paese.
Questa svolta è necessaria per aiutare un paese che ha bisogno di futuro: e questo lo si costruisce se si ritorna a rilanciare una politica pubblica che faccia ripartire l'economia reale e crei le condizioni di un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità ambientale, la qualità sociale, l'eguaglianza ed i diritti.
La politica di contenimento della spesa pubblica se portata all'estremo e praticata alle spese del Welfare e degli investimenti, invece di risanare il paese rischia di metterlo in ginocchio. Tutte le politiche dei "due tempi" sono state in passato fallimentari o comunque odiose per la società e per i più deboli. Adesso, dopo i sacrifici dell'ultimo anno per la riduzione del deficit tornato nei limiti previsti dall'Unione Europea, è il tempo dei "dividendi sociali". Ce n'è urgente bisogno. Anche perché se non si investe nel cosiddetto capitale umano e sociale (l'istruzione, la coesione, la ricerca, ecc.), dobbiamo rassegnarci ad un'economia che è capace di "competere" solo a colpi di riduzioni di costo (cioè dei diritti) del lavoro, sopprimendo gli investimenti per la qualità e l'innovazione e magari grazie a qualche iniezione di assistenza pubblica.
La riduzione del cuneo fiscale dell'anno scorso - indifferenziata e spalmata in modo uniforme - è stata inutile ed è stata solo un inefficace benefit ad un sistema delle imprese in declino: non ha certo incentivato le imprese ad investire e ad innovare. Denota l'assenza di una politica industriale che sa scegliere le priorità, puntare sui settori strategici, guardare in prospettiva, essere selettiva negli investimenti pubblici. Lo stesso vale per i consumi e la crescita. Puntare - per il rilancio dell'economia - sulla crescita dei consumi e del PIL, senza dire quali consumi e quale crescita vogliamo è un grave errore. E' il solito vecchio discorso: per distribuire la ricchezza, bisogna prima crearla.
Ma non tutti i consumi ci servono e non tutta la crescita economica è di per sé buona. Non lo è certo quella trainata dall'industria militare per le guerre, come è successo in parte negli Stati Uniti. Le forze di sinistra ed ambientaliste devono avere la forza di opporre alle scelte economiche neoliberiste -presenti anche nel governo- non solo la sacrosanta rivendicazione di misure di difesa delle fasce più deboli e di interventi per la redistribuzione della ricchezza, ma anche l'idea di un modello di sviluppo radicalmente diverso (che cambi la qualità dei consumi ed il modo di produrre), senza il quale anche la forza di un'alternativa al neoliberismo rischia di perdere spessore e prospettiva.
Ecco perché Sbilanciamoci! nel corso del forum di Marghera presenterà al governo e al parlamento 52 specifiche proposte raccolte in 10 aree tematiche e sulle quali avvierà una mobilitazione già a partire dalla prossima finanziaria, certi che queste possano trovare il giusto ascolto anche nella manifestazione del 20 ottobre prossimo. Le proposte di Sbilanciamoci si articolano su tre direttrici: tagliare una parte della spesa pubblica, aumentare la disponibilità di risorse pubbliche e promuovere un programma di investimenti sociali, ambientali ed economici. Per citare le proposte principali, la spesa pubblica che vogliamo tagliare - tra le altre - è quella militare, quella per le grandi opere, e quella inutile di un assistenzialismo senza controllo alle imprese che invece avrebbero bisogno di sostegni selettivi e strategici. I soldi che vogliamo trovare vengono da una politica di legalità e giustizia fiscale: tutte le rendite fiscali dovrebbero essere tassate al 23%, andrebbe introdotta una nuova aliquota al 49% per i redditi sopra i 200mila euro e dovrebbero essere varate una serie di tasse di scopo per finalità sociali. Non è possibile che - come oggi è in Italia - il lavoro sia tassato più della rendita. Dovrebbe essere invece esattamente l'opposto. Infine il programma di investimenti sociali ed ambientali. Serve qui colmare quel drammatico deficit sociale ed ambientale di cui soffre il paese: a partire dalla scuola, dall'università e dal welfare, dalla lotta al precariato, dalla difesa dei beni comuni, da una politica energetica sostenibile e un piano di "piccole opere" (riassetto idrogeologico, ferrovie locali, ecc.) che servano a fare dell'Italia veramente un "bel paese".
La prossima manifestazione del 20 ottobre, ma anche il campeggio contro il Dal Molin che inizia in questi giorni a Vicenza e poi la marcia Perugia Assisi del 7 ottobre, possono aiutare a costruire una mobilitazione nel pieno della discussione della legge finanziaria e lanciare il messaggio della necessità di un'inversione di rotta di una politica economica e finanziaria sin qui seguita. Si tratta di una sfida importante alla quale il forum di Sbilanciamoci vuole offrire le prime risposte concrete e una piattaforma di proposte e di obiettivi sui quali lavorare nelle prossime settimane.

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Soli, siamo soli a bere l'amaro calice, Se non fosse per le visite dell'arcobaleno.

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