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    1 aprile 2025 - Alessandro Marescotti
Lettera ai capi del mondo dall'«Assemblea mondiale degli eletti» di Bruxelles

«L'acqua è pace e fonte di futuro»

22 marzo 2007
Guglielmo Ragozzino
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Si è conclusa l'assemblea mondiale dei cittadini e degli eletti dell'acqua, iniziata il 18 marzo. La decisione più importante è stata quella di spedire una lettera ai capi di stato e di governo, al consiglio di sicurezza dell'Onu, ai capi dei parlamenti. Nel passaggio principale della lettera si legge: «Siamo convinti che non sono per nulla inevitabili tanto l'attuale crisi dell'acqua nel mondo, quanto il fatto che 1,5 miliardi di persone non abbiano accesso all'acqua potabile e 2,6 miliardi non beneficino di alcun servizio igienico-sanitario».
All'assemblea partecipavano 650 tra parlamentari, sindaci, amministratori locali, dirigenti delle imprese pubbliche dell'acqua, sindacalisti e persone impegnate nei movimenti provenienti dai quattro angoli del mondo. La penultima giornata è stata dedicata all'ascolto di decine di «storie». Cambiavano le persone e i luoghi, ma è costante il tentativo di difendere il bene della comunità dall'aggressione di chi taglia le foreste, costruisce le dighe, inquina, costringe la popolazione locale a maggiori ristrettezze, alla miseria e alla sete.
Un riflesso di tutto questo è presente nella lettera inviata alle personalità eminenti del pianeta. I firmatari sono ben consci di avere ragione e il loro richiamo ai governanti è preciso e severo. Gli impegni prioritari richiesti sono:
riconoscere l'accesso all'acqua come diritto umano universale;
contrastare l'inserimento dei servizi idrici tra quelli «liberalizzabili» in ambito Wto;
rinforzare le imprese pubbliche dell'acqua favorendo anche la cooperazione tra imprese pubbliche a livello di bacini naturali;
sviluppare i partenariati pubblico-pubblico fra le collettività locali Nord-Sud Sud-Sud Nord-Nord;
opporsi alla dipendenza da capitali privati, con logica finanziaria e speculativa, per gli investimenti nel settore dell'acqua. Chiedere anzi una commissione d'indagine internazionale sui fondi d'investimento specializati in acqua;
rafforzare gli impegni dei «portatori d'acqua» a livello di scuole, comunità, enti locali.
Si propone insomma ai grandi della Terra di aderire all'iniziativa di riconoscere l'acqua come diritto umano, introducendo anzi questo principio nelle Carte costituzionali, come è avvenuto di recente in Uruguay. Si chiede di evitare che il pubblico si serva per l'acqua di capitali privati. Di istituire a livello di Onu un'agenzia mondiale per l'acqua. Di assumere la responsabilità dei Forum mondiali dell'acqua. E si chiede soprattutto di tenere presente che: «noi non abbiamo alcun diritto di sottrarre a più di due miliardi di persone, in maggioranza donne e bambini, il diritto a una vita umana e dignitosa. L'acqua è pace e deve essere fonte di futuro condiviso e partecipato».

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Le nazioni sono invasate dall'insana ambizione di perpetuare il ricordo di se stesse con l'ammasso di pietre scolpite che lasciano. Un po' di buon senso sarebbe più degno di essere ricordato che non un monumento alto quanto la luna.

Henri David Thoreau

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