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L'orrore di Fallujah

La guerra è finita, ma qui non c'è pace
Abbas Ahmed Ibrahim (giornalista iracheno)
Tradotto da per PeaceLink

Fallujah, Iraq.

E' uno strano period a Fallujah. Ci dicono che la guerra è finita, ma non c'è pace. Ogni giorno ci sono sparatorie ed uccisioni. Della città è rimasto ben poco, dovunque si vedono le macerie di edifici distrutti.

C'è anche un odore terribile. Sappiamo bene cos'è - è l'odore dei cadaveri.
Molti sono stati portati via, ma l'odore non se ne va, e resterà con noi ancora a lungo. Gli americani dicono che stanno dando il colpo di grazia agli insorti, ma lo stanno dicendo ormai da diversi giorni e la gente comincia a chiedersi "quanto ci vorrà ancora per finirli?". Abbiamo sentito dire di soldati americani che avrebbero ucciso dei prigionieri un una moschea, ma è solo una notizia riportata. Non possiamo certo uscire ed andare a constatare come stanno le cose.

Non rimango a Fallujah per mancanza di alternative. Ma ho paura di andarmene. Ho 36 anni e le truppe americane hanno arrestato tutti gli uomini tra i 15 e i 45 anni che cercavano di scappare. Hanno detto che i civili erano stati avvertiti di lasciare Fallujah, e che quindi gli uomini rimasti devono essere dei mujahedin.

Ci sono uomini iracheni, con le facce nascoste da sciarpe, tra la truppe americane. Sono gli informatori. Se ti indicano come un insorto non hai possibilità di dimostrare la tua innocenza. Molti sfogano in questo modo rancori familiari o tribali. Non puoi sapere chi potrebbe denunciarti.

Il motivo che mi ha spinto a rimanere è lo stesso che ha trattenuto molti altri uomini: proteggere la mia casa. Mia moglie e i miei genitori mi hanno pregato di andarmene con loro quando li ho mandati ad Amiriyah, ma non li ho ascoltati. Solo ora mi sono reso conto di che errore sia stato. Mi sono rifugiato dai parenti, e la mia casa probabilmente è stata distrutta. Gli americani sparavano dappertutto, dall'aria e da terra, quando sono entrati in città. La casa in cui mi trovo è stata colpita dal fuoco delle mitragliatrici. Quei giorni e notti sono stati davvero spaventosi. Le loro pallottole e bombe facevano tremare tutto, e sembrava non finire mai, giorno e notte. Ora hanno smesso. Ma molti danni sono stati causati anche dalle successive perquisizioni nelle case. Ben pochi di noi - civili - sono rimasti ancora all'interno di Fallujah, non so quanti perché la gente non esce di casa. Stiamo in piccoli gruppi, senza spostarci molto oltre le nostre vie, perché ancora molto pericoloso. Non so se i familiari di mio cugino stanno bene, anche se la loro casa sarebbe a soli 10 minuti in macchina. Nella maggior parte delle famiglie c'è stato almeno un ferito, un arrestato, o anche un morto.

Le cose vanno molto male qui, ma è così da talmente tanto tempo che ormai ci siamo dimenticati com'è la vita normale. Non c'è energia né acqua, il cibo rimasto è molto poco e i medicinali sono esauriti. Conosco diverse persone malate, per la maggior parte a causa dell'acqua inquinata, ma non possono essere curate.

Ci è stato detto che la Mezzaluna Rossa e altre organizzazioni umanitarie avrebbero voluto madre cibo e medicine in città, ma sarebbero state fermate per ordine di
Allawi (Iyad Allawi, Primo Ministro ad interim dell'Iraq). Questo ha fatto arrabbiare ancora di più la gente. Li ha convinti che lui stia prendendo le parti degli americani contro il suo stesso popolo.

Gli americani dicono di aver installato centri di distribuzione per cibo e medicine. Hanno anche detto che l'ospedale di Fallujah è stato riaperto ormai da oltre una settimana.

Entrambe le affermazioni sono vere. ma il problemi è che raggiungere tali luoghi è molto rischioso. Puoi essere arrestato dagli americani o ucciso. Due donne sono state colpite mentre cercavano di avere del cibo per le loro famiglie. Gli americani dicono che sono stati i mujahedin. Ma molti pensano che siano stati gli americani stessi. Io non sono d'accordo, penso che siano veramente stati i mujahedin. Ma come è potuto succedere se gli americani hanno il controllo della città?

Non so cosa ci succederà nei prossimi giorni. Mi hanno fatto sapere che la mia famiglia sta bene, togliendomi una grossa preoccupazione. Forse la sicurezza aumenterà quando altri civili rientreranno a Fallujah.

Note: Tradotto da Chiara Rancati per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l'autore e il traduttore.

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