Conflitti

Liberia: dopo 14 anni di guerra civile, finalmente la pace; se questa è pace!

Puo' la pace essere il risultato di un "baratto" fra fucili e dollari? E possono coloro che, fino a poco tempo fa, erano i leader dei ribelli, togliendosi la mimetica e indossando il doppiopetto, diventare i garanti di questa pace?
18 ottobre 2004

Dopo quattordici anni di guerra civile durante i quali tre etnie si sono massacrate a vicenda per appropriarsi delle risorse del paese: diamanti, legno, caucciu' e ferro; dopo 250.000 vittime e 600.000 profughi; dopo che noi occidentali abbiamo, per anni, acquistato legname ed altro dai ribelli che poi, con i nostri soldi, compravano armi illegittime; dopo tutto questo, appunto, oggi, in Libera, regna la pace! Una pace costruita, principalmente su uno scambio fra i caschi blu (dell'ONU) e i ribelli; i ribelli (quasi tutti minorenni) consegnano le loro armi, i caschi blu promettono trecento dollari, l'equivalente di uno stipendio di un intero anno. Gli ex-ribelli vengono schedati, visitati e portati in una baracca dove resteranno qualche giorno; il tempo necessario per smistarli, trovare loro un lavoro oppure inserirli in una scuola professionale.

Ma i lavori offerti sono i piu' umili e i meno pagati; le scuole private sono per pochi e quelle pubbliche sono chiuse; il governo provvisorio non trova i soldi per pagare i docenti, eppure l'ONU sta assegnando molti dollari ai ministri del governo provvisorio. Non si sa come questi soldi vengano gestiti; a gestirli sono coloro che fino a poco tempo fa erano i leader dei ribelli; coloro che velocemente hanno lasciato la mimetica per indossare il doppiopetto; coloro che, ieri, hanno compiuto crimini atroci contro la popolazione civile e nelle cui mani, oggi, e' il destino della Liberia...

Macchine blu, di quelli che erano i signori della guerra, e fuoristrada, in dotazione ai signori della pace, circolano oggi nelle strade della capitale.
Ci sono dubbi su come questi signori (quelli della guerra e quelli della pace) si stiano spartendo i soldi degli aiuti umanitari; l'unica certezza e' che alla popolazione vengono date le briciole...

Ci sono anche ragazze, che dopo essere state stuprate hanno abbracciato un fucile ed hanno sparato accanto ai loro carnefici; anche loro hanno restituito i loro fucili e sono state liquidate con settantacinque dollari; ma per una notte, l'uomo bianco, e' disposto a pagarle fino a cento dollari...
E ci sono ancora tanti ribelli armati; quarantacinquemila -dicono- almeno tre volte tanto i militari delle Nazioni Unite giunti li' un anno fa! Chi consegna le armi lo fa solo per i soldi; qualcuno poi, dopo il programma riabilitativo e dopo i soldi, tornera' con un altro fucile e con un altro nome...

Intanto George Weach, arrivato in Italia non con una carretta della morte approdata miracolosamente a Lampedusa, ma grazie al Milan, invita i suoi connazionali a consegnare le armi e a tornarsene a casa dalle loro famiglie...
Non tutti pero' possiedono ancora una casa ed hanno ancora una famiglia.
Nell'ottobre del 2005 ci saranno le nuove elezioni.

Articoli correlati

Sociale.network

loading...

Coloro che salgono in una stessa piroga hanno le stesse aspirazioni

Proverbio Wolof

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.7.31 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)
Caricamento...