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    2 aprile 2025 - Roberto Del Bianco

Settembre secondo mese in classifica per le morti in Iraq

6 ottobre 2004
Robert Burns ­ (trad, N. Di Leonardo)
Fonte: The Associated Press


Washington ­ Settembre è il secondo della lista per il numero di morti
americani in Iraq, facendo salire a circa 500 il numero di perdite dalla
fine di marzo.
Il Pentagono ha annunciato domenica sera che due soldati sono morti la
settimana scorsa per le ferite riportate ed un altro è stato ucciso da una
bomba il 30 settembre: sono 80 i morti nel mese di settembre, erano stati
65 ad agosto e 80 in maggio.

Il mese peggiore per le truppe americane è stato aprile, quando i morti
sono stati 135. Qualcuno sperava che la violenza sarebbe diminuita dopo
l'insediamento del governo iracheno il 28 giugno, ma il numero dei morti è
cresciuto costantemente da allora.
42 militari americani sono morti in giugno e 54 in luglio.
In risposta al Consiglio per le Relazioni Estere, il segretario alla
difesa Donald H. Rumsfeld ha dichiarato che i morti nell'esercito
americano sono stati oltre 1.000, dall'11 settembre 2001. Non ha
specificato il numero dei morti in Iraq, ma ha detto "si tratta di
difendere la libertà" per questo le truppe americane combattono in Iraq
come in Afghanistan.
"Le perdite, la violenza, le auto ­ bomba, gli obiettivi devono rimanere
fissi" ha dichiarato "questa è la fotografia del nostro mondo se gli
estremisti dovessero prevalere".
Nell'annuncio di domenica sera, il Pentagono ha dichiarato che Allen
Nolan, un riservista dell'Ohio, è morto domenica a Fort Sam, a Houston nel
Texas, per le ferite riportate il 18 settembre, a Balad in Iraq, quando il
suo veicolo è esploso su una bomba.
Nolan, 38 anni, era un riservista della 660° compagnia di Trasporto a
Zanesville in Ohio. Il sergente Mike A. Dennie, 31 anni, di Fayetteville,
N.C., è morto venerdì per un incidente con il suo mezzo avvenuto in Iraq.
Dennie era nel 106° battaglione di Kitzinger, Germania.
Il totale dei morti americani (esattamente 1.058) include 3 civili del
Dipartimento della Difesa: 917 sono morti da quando il presidente Bush ha
ordinato di inasprire i combattimenti il 1° marzo 2003.

Note: Traduzione di Noemi di Leonardo a cura di Peacelink

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Come i venti e i tramonti, la vita selvaggia era considerata sicura finchè il cosiddetto progresso non ha cominciato a portarla via. Ora ci troviamo di fronte al problema se un ancora più alto “ livello di vita” valga il suo spaventoso costo in tutto ciò che è naturale, libero e selvaggio.

Leopold Aldo

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