Cecenia: le colpe dei padri
«Abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora. Questa guerra durerà cent'anni, e ci ammazzeranno tutti». Così un vecchio amico russo, che nella storia del suo paese aveva molte radici, diceva dieci anni fa, mentre la prima guerra cecena divampava feroce - e allora era ancora una vera guerra di resistenza, che cercava di risparmiare i civili, almeno da parte dei guerriglieri. Noi ci indignavamo per la violenza imperiale che Eltsin e i suoi generali corrotti stavano scatenando contro un minuscolo popolo caucasico: e lui aveva paura per il grande popolo russo. Non aveva torto. Anche se il conto dei morti è ancora enormemente sbilanciato, e quella profezia non si avvererà mai alla lettera, è chiaro che l'impero russo ha perso la guerra - e che non riuscirà nemmeno a ritirarsi in buon ordine dentro i propri confini, come si addice agli sconfitti, per il semplice motivo che di confini non ne ha. Uno stato multietnico che fa la guerra a una delle sue proprie etnie si condanna alla guerra civile senza fine - precisamente quello che sta accadendo.
Si dirà: che cosa c'entrano i bambini osseti di Beslan con la guerra fra russi e ceceni? Ma in un paese complesso e multiplo come quello che sta sotto il tallone di Vladimir Putin, tutto si tiene, tutto «c'entra». Gli osseti cristiani sono da molto tempo in guerra strisciante - questione di terre e di case rivendicate da entrambi, grazie al buon lavoro del compagno Stalin - con gli ingusci, che sono parenti stretti dei ceceni e sempre più coinvolti nella guerra cecena, grazie alla grossolanità razzista del Cremino e dei suoi generali. Inoltre la Russia di Putin è ai ferri corti, quasi in guerra, con la Georgia «americana» del presidente Mikhail Saakashvili proprio a causa degli osseti - quelli del sud, che vogliono staccarsi dalla Georgia e unificarsi con i «fratelli» del nord, sotto bandiera russa. Mosca li fomenta, anche per colpire Tbilisi, che a sua volta aiuta i guerriglieri ceceni. Ed ecco che il cerchio si chiude, anche quei bambini «c'entrano»; un po' di orrore in Ossetia fa gioco a molti e serve a mostrare a tutti i numerosi popoli dell'impero quanto sia pericoloso servire Putin.
Quanto all'atrocità del prendersela con i bambini, del fare a pezzi gente innocente presa a caso su un aereo o davanti a una stazione di metropolitana, non c'è che dire: russi e americani hanno fatto a gara, nei decenni passati, per ridar vita al mostro del fanatismo fondamentalista islamico - in Afghanistan, in Iran e poi via via dovunque possibile. Lo hanno alimentato, hanno spinto la gente a praticarlo per disperazione, hanno cercato di servirsene come di un utile strumento. E ora?
Ora Putin ha quasi certamente ragione quando dice che ci sono rapporti strettissimi fra al Qaeda e i guerriglieri ceceni (o almeno una parte consistente di essi). Ma questo non lo aiuterà a venirne a capo, così come non gli basterà aumentare la pressione militare, o far eleggere uno dopo l'altro dei presidenti-fantoccio destinati ad essere uccisi, o ancora il tacito consenso europeo o americano o dell'Onu (ammesso che qualcuno glielo voglia dare) intorno alla repressione più feroce.
La Russia ormai il male ce l'ha in corpo, e deve curare se stessa per sconfiggerlo. Più democrazia, più libertà civili, più rispetto dei diritti: è l'unica strada per estirpare il cancro del terrorismo islamico, così come si dovrebbe fare in Europa e in America - mentre si fa esattamente il contrario e ci si avvia sulla stessa strada.
E d'altra parte è evidente come anche la logica dei fanatici che ormai sembrano comandare nelle file cecene sia senza sbocchi: possono ottenere - e otterranno - la messa fuori gioco di chi pensa ancora di poter trattare una via d'uscita pacifica; ma non otterranno di certo un futuro di pace per le genti del Caucaso. Potrebbero invece ottenere - e sarebbe davvero la catastrofe per tutti - la nascita di un mostro finora assente, il fanatismo fondamentalista cristiano. In Russia, certo, ma anche da noi.
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Oggi 29 agosto è la giornata internazionale contro i test nucleari: una ricorrenza che richiama la necessità di puntare ad uno stop definitivo all'arma atomica.
Qui di seguito il link ad un post sul fattoquotidiano https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/29/giornata-internazionale-test-nucleari-arma-atomica/8104918/ e in allegato il file per una lettura diretta.
#armiatomiche
#nogenocido #Gaza
Lettura dei bambini uccisi a #Gaza
#nogenocidio
Manifestazione 28 agosto 2025 alle ore 19 corteo da Piazza della Repubblica a Piazza Sant’Antonio, in occasione della presenza a Ceglie Messapica (#Brindisi) dei ministri Tajani e Salvini.
#nogenocidio #Gaza
Manifestazione 28 agosto 2025 alle ore 19 corteo da Piazza della Repubblica a Piazza Sant’Antonio, in occasione della presenza a Ceglie Messapica (#Brindisi) dei ministri Tajani e Salvini.
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#ILVA #nonviolenza
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Il prossimo anno scade il New START sulle armi nucleari a lunga gittata
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Cintura di sicurezza in #Ucraina, Washington non spenderà un dollaro: #Trump vuole che paghi l’#Europa https://share.google/06C2gC3ep61KaxXAC
#analisimilitare #Ucraina
Fin dove si spingerà la #Russia? | Maurizio Boni
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#cozze #diossina
#Taranto, Guardia Costiera sequestra 680 kg di mitili illegali
Considerato che la zona è sottoposta a restrizioni per la presenza accertata di #diossine e #PCB, i #mitili sono stati immediatamente distrutti per evitare rischi alla #salute pubblica.
https://www.antennasud.com/taranto-guardia-costiera-sequestra-680-kg-di-mitili-illegali/
#Ucraina #Trump #Zelensky https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/08/25/berlino-putin-non-si-illuda-lucraina-puo-contare-su-di-noi_97f026f5-1423-4018-8659-b16857f3ee5b.html
Ieri a #Taranto protesta nel quartiere Tamburi
#inquinamento
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#Ucraina
La “#pace giusta” è la ricetta per il disastro | Gianandrea Gaiani
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La posizione del #PD sul futuro dell’#ILVA
https://www.youtube.com/watch?v=USoLJ6vjcFk&t=107s
#ILVA #Genova
https://www.genovatoday.it/economia/legambiente-acciaio-attacco-governo.html
#Legambiente #Liguria accusa il governo: "Annunci confusi e senza basi”.
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Legambiente: senza piano nazionale sull’acciaio il futuro dell’ex Ilva resta incerto
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© GenovaToday
#ILVA #PeaceLink chiede accesso agli atti
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